L’apprendimento delle lingue straniere nei bambini

Oggigiorno la conoscenza di una seconda lingua è fondamentale in qualsiasi settore, e viene spontaneo domandarsi, da genitori, quando sia il momento opportuno per iniziare i propri figli all’apprendimento di una lingua straniera e quale sia il metodo migliore per rendere questa attività utile, ma coinvolgente allo stesso tempo.

Ecco dunque tutto quello che dovete sapere a riguardo!

I bambini e le lingue straniere

Secondo recenti studi, un bambino esposto entro i tre anni all’ascolto e all’esercizio di una seconda lingua sviluppa precocemente l’area celebrale responsabile dell’apprendimento del linguaggio, le capacità cognitive e di concentrazione, stimolando una certa propensione allo svolgersi di più attività contemporaneamente. Di conseguenza, è opportuno introdurre l’apprendimento delle lingue straniere già in età prescolare, per infondere nei bambini una certa curiosità nei confronti dell’argomento e per renderli più preparati agli insegnamenti che gli verranno impartiti a scuola.

Già alla nascita, i bambini sono propensi al riconoscimento e alla comprensione di una seconda lingua: di conseguenza, se in famiglia vi è una condizione di bilinguismo, è indicato parlare fin da subito ai piccoli in entrambe le lingue. Essi elaborano le informazioni uditive delle lingue che sentono e imparano gradualmente a costruirla, seppur in modo irrazionale non conoscendo le regole del linguaggio.

Chi ha possesso di più lingue sin da bambino, ha dunque a disposizione più modi di pensare alla stessa cosa, senza dover tradurre la struttura di una lingua nell’altra, mentre aspetti come il suono, l’accento, e la grammatica si modificano in base all’età di acquisizione.

A che età iniziare

Gli esperti concordano nell’affermare che l’età ideale per impartire l’insegnamento di una seconda lingua ad un bambino vada dai tre ai quattro anni; tuttavia, come visto in precedenza, se la situazione famigliare prevede già una condizione di bilinguismo, è opportuno iniziare sin da subito.

La fascia d’età indicata dagli esperti come ottimale è dovuta al fatto che, in quell’arco di tempo, il bambino ha già appreso e strutturato la propria lingua madre. In età prescolare conviene strutturare l’apprendimento sul livello ludico e sensoriale in modo sistematico ed intensivo: attraverso canzoni, filastrocche e cartoni in lingua, si favorirà l’apprendimento spontaneo della stessa, trasformando l’attività in un momento di divertimento.

Dai sei anni in poi invece, grazie anche al supporto scolastico, si passa all’apprendimento grammaticale, che si struttura di pari passo a quello della lingua italiana. In ogni caso si consiglia di non forzare l’apprendimento e di lasciare che il bambino impari con i propri tempi a gestire questa quantità di informazioni, senza mai venir meno allo spirito creativo dell’iniziativa.

Il modo giusto per impararle

Il tipo di apprendimento di una lingua deve variare ed essere adatto all’età del bambino e al grado di apprendimento che vorremmo che raggiungesse: se, ad esempio, vogliamo che il bambino impari completamente una lingua, allora è necessario un approccio sistematico e coinvolgente con giochi creativi, materiali visivi e uditivi, tanto movimento (inclusi i gesti, che i bambini sono portati naturalmente a riprodurre) e canzoni.

L’insegnamento può essere ulteriormente incoraggiato con la lettura dei libri multilingue, con l’utilizzo di applicazioni multilingue (sempre sorvegliati da un genitore), che propongono giochi tematici e pensati in base all’età, o per mezzo di cartoni animati nella lingua straniera desiderata. In ogni caso, non bisogna mai dimenticare che l’apprendimento in età prescolare deve avere come primo obiettivo quello di essere divertente e facile, senza trasformarsi in un “peso” per il bambino che, oltre a non voler dedicare quel momento allo “studio”, potrebbe dimostrarsi poco invogliato anche dopo l’inserimento a scuola, portandosi dietro quella sensazione spiacevole di costrizione nel dover sapere una seconda lingua.

Come per qualsiasi altro argomento, se l’apprendimento linguistico avviene in modo giocoso e divertente, il bambino sarà ancora più efficace e volenteroso nell’imparare una nuova lingua.

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