Bonus Babysitter: facciamo chiarezza

Dopo il lockdown e in tempi di incertezza dovuti alle conseguenze del COVID-19, i genitori, di ritorno al lavoro, necessitano di un aiuto concreto per poter lasciare i propri figli a casa con serenità: ecco dunque che il Governo ha ideato il bonus babysitter.

Ma in cosa consistente? Quali sono le informazioni da conoscere a riguardo? Ecco una guida pratica e precisa per dissipare ogni dubbio e per essere aggiornati sulle ultime novità.

Che cos’e il bonus babysitter

Il bonus babysitter INPS 2020 è un contributo economico introdotto dal Governo con il decreto-legge 17 marzo 2020, n.18 (c.d. decreto Cura Italia) in risposta all’emergenza Coronavirus che va dai 1200 ai 2000 euro, e che si rivolge alle famiglie in cui i genitori lavorano. Il bonus serve per coprire le spese di baby-sitting o di iscrizione ai centri estivi per i figli fino ai 12 anni di età (limite che non si applica per i figli disabili), ed è utilizzabile dal 5 marzo al 31 luglio 2020. Si tratta di una modalità gestita dall’INPS. L’alternativa dei centri estivi è stata introdotta invece con il decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (“decreto Rilancio”).

Requisiti del bonus babysitter

Il bonus si rivolge alle seguenti categorie di lavoratori impegnati per servizi relativi alla gestione della situazione COVID-19:

  • dipendenti del settore privato
  • lavoratori iscritti alla Gestione separata
  • lavoratori autonomi
  • medici
  • infermieri
  • tecnici di laboratorio biomedico
  • tecnici di radiologia medica
  • operatori sociosanitari
  • personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico

Inoltre, i minori per i quali si richiede il bonus non devono aver compiuto 12 anni alla data del 5 marzo, spetta anche ai genitori affidatari, nel nucleo familiare non devono esserci genitori disoccupati o non lavoratori e chi lo richiede non può usufruire del congedo parentale.

A quanto ammonta il bonus babysitter e come funziona

Il bonus spetta nel limite massimo complessivo per il nucleo familiare di 1.200 euro; in presenza di più figli di età inferiore a 12 anni, può essere richiesto anche per tutti i figli, ma senza superare i 1.200 euro a nucleo familiare. Per i lavoratori dipendenti del settore sanitario pubblico e privato accreditato, il bonus può toccare i 2000 euro come limite massimo complessivo per nucleo familiare.

Si può usare per usufruire dei servizi di baby-sitting (ed è possibile far figurare anche i nonni, zii o cugini come prestatori di servizio a patto che siano registrati come tali e siano pagati tramite il Libretto Famiglia) o per iscrivere i bambini ai centri estivi/socio educativi e ricreativi territoriali.

Compatibilità e incompatibilità con altri incentivi

Il bonus babysitter è cumulabile con il bonus asilo nido 2020 e può essere richiesto in alternativa al congedo parentale straordinario per COVID-19. I genitori inoltre, non devono percepire beneficio di sostegno al reddito per sospensione o cessazione dell’attività lavorativa. Inoltre, il bonus è esente dall’imposizione fiscale ed è retroattivo (si può utilizzare dunque per prestazione di servizi avvenuti nell’arco temporale che va dal 5 marzo al 31 luglio 2020).

Come richiedere il bonus babysitter

Il bonus viene erogato dall’INPS tramite il Libretto Famiglia. Le domande vengono accolte e valutate e, una volta validate, devono essere “riscattate” dal genitore beneficiario tramite il Libretto Famiglia entro 15 giorni dalla ricezione della comunicazione di approvazione. Il pagamento del servizio baby-sitting avviene mediante Il Libretto Famiglia entro il 15 del mese in corso (se la comunicazione della prestazione avviene entro il 3 del mese), oppure entro il 15 del mese successivo.
Si può fare richiesta tramite:

  • Il sito web dell’INPS
  • Il Contact Center INPS
  • Gli enti di patronato

In caso di domanda per i centri estivi, si deve allegare alla suddetta la documentazione che attesta l’iscrizione al centro/struttura, indicando anche il periodo di iscrizione e l’importo delle spese da sostenere. In questo caso, il pagamento avviene mediante accredito su conto corrente bancario o postale, accredito su libretto postale, carta prepagata con IBAN o bonifico domiciliato presso le poste.

Per maggiori informazioni, consultare la pagina di riferimento del sito dell’INPS.