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Che incubo i compiti!

I compiti a casa diventano spesso un incubo per molte famiglie: la maggior parte delle volte sono troppi e non lasciano tempo libero ai ragazzi, provocano stress e ansie e vengono percepiti come vere e proprie punizioni.

I compiti possono essere momenti di confronto tra genitori e figli ma possono diventare anche fonte di tensione e di scontro con effetti controproducenti. Il genitore assume un ruolo fondamentale nelle attività di studio dei propri figli, durante le quali deve sostenerli e accompagnarli verso una loro graduale autonomia.

Compiti? Che stress!

Il lavoro a casa serve per consolidare le nuove regole apprese tra i banchi in maniera autonoma e migliorare l’organizzazione dello studio. I compiti vengono spesso vissuti come una condanna giornaliera. Dopo 5-6 ore di scuola, costretti a rimanere seduti e attenti alle lezioni, molti bambini e ragazzi, non appena tornano a casa, vorrebbero solamente uscire all’aria aperta e giocare con i propri fratelli e amici. I compiti vanno invece a occupare il possibile e tanto desiderato tempo libero dei ragazzi. Per questo motivo appunto, lo studio è spesso causa di bronci e malumori.

Influenza dei genitori

Il genitore di fronte a questi feedback dei figli dovrebbe come prima cosa distinguere se questa manifestazione si tratta di una difficoltà cognitiva, emotiva oppure motivazionale.
Il supporto dei genitori in questi momenti è molto importante per poter essere d’aiuto, dare consigli e stimolare l’impegno. A volte però sono proprio loro che vedono questo momento come un vero incubo, trasmettendo ai figli tale pensiero.

Per questo motivo i compiti a casa non dovrebbero mai essere vissuti come una punizione: se i genitori affrontano queste attività con un approccio positivo di sicuro i figli vivono meno pesantemente il loro lavoro. Il genitore infatti deve sostenere il figlio durante il suo percorso educativo, deve diventare una guida che li accompagna verso una graduale assunzione di responsabilità e autonomia.
Nell’affiancamento e nel sostegno, il genitore assume un ruolo estremamente importante per la crescita del proprio figlio: contribuisce alla formazione della personalità e stabilisce alcune regole e limiti.

Il ruolo del genitore

Il genitore deve quindi tentare di essere sempre presente durante i momenti di apprendimento del figlio, senza però sostituirsi a lui o suggerire le soluzioni. Necessario invece sarà stimolare la loro autonomia e comunicare la propria fiducia nei confronti delle loro abilità. In questo modo il ragazzo si sentirà via via sempre più indipendente nello svolgimento dei compiti e sarà in grado di assumersi le proprie responsabilità, sapendo che se dovesse essere in difficoltà i genitori potranno sempre offrirgli dei consigli utili.

Come vivere i compiti a casa?

Alcuni semplici accorgimenti potrebbero davvero stravolgere l’approccio al “dramma da compiti”, riducendolo o eliminandolo:

  • Organizzare i pomeriggi per dividere egualmente il tempo per lo studio e quello dedicato al divertimento
  • Rendere più divertenti e curiosi questi momenti, sopratutto per i bambini più piccoli, per stimolare la loro motivazione
  • Eliminare qualsiasi elemento che possa indurre in distrazioni di vario genere: cellulari, televisioni accese, scrivanie disordinate e colme di libri e oggetti sono i principali elementi che provocano scarsa concentrazione nei ragazzi durante le ore di studio
  • Il genitore dovrebbe congratularsi maggiormente con con il figlio per il raggiungimento di buoni risultati, infondendo gioia e aumentando la sua autostima. Non dovrebbe invece esagerare con i rimproveri per una verifica andata male: un momento di distrazione e di poca preparazione è capitato a tutti ed è assolutamente sbagliato far vivere come un dramma questi passaggi poco gratificanti.

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