Come capire il pianto del bebè

Perchè i bebè piangono? I bebè comunicano con il mondo esterno tramite un sacco di rumori diversi, dalle risatine ai grugniti e in alcuni casi anche con il pianto.

Anche se per la maggior parte del tempo, sono tranquillamente immersi nel loro nuovo mondo, tuttavia, quando si presenta un bisogno, devono esternarlo a tutti i costi. La via più veloce per farlo è il pianto, perché attira inevitabilmente l’attenzione di chi gli sta intorno.

I bebè inoltre, rispetto agli adulti, dispongono ovviamente di un linguaggio universale, il quale si dimostra notevolmente efficiente per comunicare informazioni importanti in maniera celere. Questo modo irruento di comunicare riversa sul nuovo arrivato le attenzioni dei genitori, ma non sempre questi sanno quali siano i reali bisogni del bebè.

I neo-genitori possono incappare in qualche difficoltà nel capire il vero significato dietro ogni pianto. Sarai sollevato dal fatto che intuire e capire questa modalità di comunicazione non è impossibile e che con la pratica si diventa abili ad interpretare ogni singolo suono.

In modo che anche tu possa imparare a capire i diversi pianti del tuo bambino e soddisfare ogni sua esigenza, continua a leggere questo articolo per avere informazioni in merito.

Distinguere i vari tipi di pianto

Fame

E’ lapalissiano che i neonati a parole non possono esprimere la sensazione di fame, ma possono farlo in altri modi altrettanto efficaci. Quando un bebè vuole mangiare, nel pianto solitamente si può percepire un riflesso sonoro turbato, a volte acuto. Il suono è generato grazie all’innesco del riflesso di suzione e alla lingua che viene spinta verso l’alto, nel palato della bocca.

La corretta interpretazione del pianto si deve effettuare anche in un contesto più ampio. In parole povere, bisogna osservare gli altri segnali che il bebè esterna, poiché quest’ultimi sono di fondamentale importanza.

Se il tuo bambino inizia a piangere in maniera intensa e ritmica, cerca di rosicchiare la sua mano o cerca di raggiungere il seno della madre, sicuramente sarà affamato. Puoi confermare questa tesi se il bebè si dimena, muovendo agitatamente la testa e le gambe, ma soprattutto il pianto si distingue perchè è quasi assimilabile ad un sospiro o un mugolio.

Inizialmente, potrebbe risultare difficile notare questi segnali e confonderli con altri comportamenti, ma con la pratica, l’esperienza e anche un po’ di istinto si riesce a conoscere bene il proprio piccolo.

Eruttazione

L’eruttazione è un fenomeno con il quale un bebè riesce ad espellere aria e solitamente viene accompagnato anch’esso dal pianto. Quest’ultimo viene causato da una grande bolla d’aria intrappolata nel petto. Sia con l’allattamente naturale sia con il biberon, è normale che il bebè ingoi un po’ d’aria insieme al latte. Quando troppa aria rimane intrappolata nello stomaco, si scatena un pianto mirato a far comprendere il proprio disagio. Tramite l’eruttazione, il neonato libera l’aria intrappolata nello stomaco e solitamente smette di piangere.

Se dopo o durante una poppata il bambino si agita e si contorce, magari scalciando, vuol dire che ha bisogno di liberarsi del peso dell’aria. Non esiste un metodo migliore per eseguire il “ruttino” (in gergo), ogni genitore nel corso del tempo impara ad usare la modalità che meglio gli riesce.

Disagio esterno

Il pianto dovuto ad un disagio esterno è una delle tipologie di pianto più rumorose e caratteristiche. I bambini hanno questo riflesso sonoro quando provano stress, disagio o quando hanno bisogno di un cambio di pannolino. Il pianto viene generato come risposta ad uno stimolo proveniente della pelle, può essere una sensazione di sudore, prurito, freddo o caldo.

Solitamente, nella prima fase questo pianto è lieve e intermittente. Tuttavia, può diventare più intenso e rumoroso se lo ignori, quindi assicurati di andare incontro al suo disagio nel minor tempo possibile in modo da calmarlo.

Malattia

Sebbene questa sia una parte più delicata e non rientri nella normale routine di un neonato, è sempre bene prendere in considerazione ogni evenienza.

Si riesce a distinguere questo pianto dagli altri poiché formato da suoni deboli e nasali, ma soprattutto capirai che esso è prodotto come se il bambino non avesse abbastanza forze per alzare il volume. Il bebè manifesta questo tipo di pianto quando fisicamente non sta bene, quindi al minimo sospetto non esitare a chiamare il medico curante per ottenere maggiori informazioni.

E’ bene ricordare che i bebè tendono a piangere anche per noia o per stanchezza. Non sempre il loro pianto è dovuto a qualcosa di allarmante pur essendo tremendamente rumoroso.

Per concludere, non temere! Man mano che impari a conoscere il tuo bambino, inizierai a riconoscere tutti quei piccoli indizi sottili che ti diranno quando ha fame, sonno o ha semplicemente voglia di giocare!

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