Come cullare un neonato: metodi più comuni e soluzioni

È il momento di mettere a letto il vostro bambino o, quanto meno, di farlo addormentare! Spesso infatti, quando si avvicina il momento della nanna, c’è un solo modo per far dormire un neonato, ed è quello di cullarlo dolcemente.

Ci sono dunque dei metodi particolarmente indicati per questo scopo o degli “aiutanti” che possono facilitare il processo? Ecco tutto quello che dovete sapere a riguardo!

Come far addormentare un neonato

Non tutti i neonati hanno problemi ad addormentarsi e non esiste un metodo universalmente riconosciuto come valido: ci sono tuttavia dei vari spunti che possono rivelarsi utili, consapevoli del fatto che sarebbe bene variare il metodo utilizzato per non rendere il piccolo troppo “abitudinario”.

Il neonato, che va sempre fatto dormire a pancia in su per ridurre il rischio di Sids, può ad esempio essere fasciato (in modo non troppo stretto) per aiutarlo a superare il passaggio dall’ambiente “protetto” in cui è vissuto 9 mesi al mondo esterno. Questo sistema aiuta a calmarlo soprattutto nei primi mesi di vita; altre idee prevedono di utilizzare una fascia o un marsupio per cullarlo mentre si cammina o si svolgono altre attività o di dargli qualcosa da succhiare (come il classico ciuccio) per portarlo a rilassarsi e, di conseguenza, ad addormentarsi.

Anche il dondolio della carrozzina è un metodo intramontabile per accompagnare dolcemente un bambino al sonno, avendo cura di scegliere un mezzo delle giuste misure per evitare che si senta spaesato in uno spazio troppo grande rispetto alle sue effettive misure.

I metodi più comuni per farli addormentare

Tra i metodi più diffusi in ogni caso troviamo il cullare dolcemente il neonato fino a farlo addormentare: degli studi condotti in Svizzera e pubblicati sulla rivista Current Biology, hanno evidenziato a questo proposito che cullare un bambino migliora poi la qualità del suo sonno e, addirittura, aiuterebbe a potenziare la memoria (un sonno profondo infatti influisce sulle nostre capacità di ricordare).

Le mamme amano cullare il piccolo per la vicinanza che sentono con il figlio in questo momento di intimità e, allo stesso tempo, il bambino si sente rassicurato dal movimento, dalle parole (le ninnenanne sono sempre le benvenute) e dalle attenzioni della mamma. Anche quando a cullarlo sono il padre o altri parenti stretti, il neonato si sente protetto da tali attenzioni e questo influisce la loro “volontà” ad addormentarsi più velocemente.

Indipendentemente dal metodo scelto, è importante tener conto delle sue abitudini nel dormire (sia diurne che notturne) per monitorare la qualità del sonno e per aggiustarle gradualmente in modo tale da stabilire una routine precisa man mano che il piccolo cresce. A questo proposito, un metodo per abituare il neonato ai ritmi di sonno dei genitori è quello del co-sleeping, che prevede di lasciare che il bambino si addormenti nel lettone insieme a loro.

Quando la musica aiuta

Sfruttare la musica per conciliare il sonno del piccolo è un metodo utilizzato da sempre: che sia sotto forma di ninnenanne o di effettive canzoni, la musica può rivelarsi un’alleata preziosa quando si parla di addormentare il proprio figlio.

Il suono infatti, rassicura i neonati, specialmente se riproposti con una certa costanza, e li porta ad addormentarsi più facilmente: sono da preferire ovviamente canzoni dall’andamento tranquillo, prive di improvvisi cambi ritmici che potrebbero spaventarlo, attingendo sia al repertorio della musica classica che a quello della musica composta appositamente per i bambini.

Di ninna nanne invece ne esistono milioni di varietà, e ogni famiglia ha delle varianti a cui è più affezionata: sono tutte valide a modo loro per distrarre e rilassare i neonati che, grazie al canto, si sentono immediatamente trasportati in un mondo sereno e confortevole, lontano dunque dal “caos” che caratterizza quello reale.

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