Come riconoscere i versi gutturali del neonato

Che emozione quando il bambino dice la sua prima parola (generalmente “mamma” o “papà”, per la gioia di uno o dell’altro)! Ma ben prima di questo, ci sono tutta una serie di versi e di suoni che il piccolo emette per esprimersi, per comunicare e per entrare in sintonia con chi lo circonda. Gioia, rabbia, fame, dolore, curiosità… Sono solo alcune delle emozioni che un neonato riesce a pronunciare a modo suo! Ecco cosa sapere sul suo curioso e importante metodo di comunicazione.

Come si chiamano i versi che fanno i neonati?

I primi “versetti” dei neonati sono il modo attraverso il quale comunicano con chi li circonda, esprimendo i propri sentimenti e necessità. Al di fuori dei versi involontari, come sospiri e colpi di tosse, solitamente si inizia con gorgoglii e trilli, mentre tra i tre e i cinque mesi, in modo del tutto personale, il bambino entra nella fase della lallazione, ovvero, la pronuncia di alcune sillabe, come “pa”, “ba”, “da” e “ga” che portano poi alle prime parole di senso compiuto. Da questo momento in poi, si assiste ogni giorno ad un piccolo progresso, anche se per sentirlo articolare delle frasi degne di questo nome bisogna aspettare generalmente fino ai 18-24 mesi. La lallazione si compone di diverse fasi:

  • Dai 3 ai 5 mesi circa, si manifesta la lallazione reduplicata, ovvero con una sillaba che si ripete.
  • Dai 6 ai 9 mesi circa, si ha la lallazione variata, dove si alternano diverse sillabe.
  • Dai 9 mesi in poi, abbiamo la lallazione conversazionale, quando l’alternanza di sillabe è accompagnata da intonazioni, pause e turni. Qui si possono presentare poi le prime parole.

In ogni caso, i bambini riconoscono i suoni ben prima di emetterli, ma per farlo hanno bisogno di imparare a muovere lingua e labbra in modo corretto, ascoltandosi ed esercitandosi. In quest’ottica, l’interazione con i membri della famiglia gioca un ruolo fondamentale per capire in cosa consiste la comunicazione ed individuare i significati delle parole.

Perché i neonati fanno dei versi strani?

I versi dei piccoli fanno spesso sorridere per il loro essere così creativi e buffi: questi nascono dal desiderio di comunicare, di interagire con le persone che li circondano e con i genitori in particolare, perché riconoscono i suoni e le parole pur non comprendendole come tali ma non hanno ancora le abilità, né logiche né motorie, di rispondere come si dovrebbe. Di conseguenza, sbuffano, fanno grugniti, gemiti e suoni particolari per esprimere i loro desideri, le loro necessità ed emozioni con i mezzi a loro disposizione, che sono proprio quei versetti semplici e istintivi.

Quando iniziano a fare i primi versi i neonati?

Per stimolare l’utilizzo del linguaggio, è importante parlargli fin da subito con un ritmo lento e ben articolato, che sia comunque naturale, contestualizzando quello che lo circonda per dargli un’idea della realtà immediata. Il primo mese infatti, il neonato sa distinguere suoni con diverse caratteristiche acustiche e prodotti da diversi parlanti, oltre ad interessarsi ai volti di chi lo circonda. Dai 4 mesi invece, incomincia invece a riconoscere i suoni della lingua, mentre dai 6 specializza sui suoni stessi identificandoli meglio. Infine, tra i 9 e i 12 mesi, il bambino matura le abilità motorie ed articolatorie del linguaggio, inizia la comunicazione verbale intenzionale e comprende le prime forme del parlato, grazie appunto anche alla lallazione più articolata.

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