Il gioco e lo sviluppo sociale

Durante il periodo dell’infanzia l’attività principale svolta da tutti i bambini è il gioco. Questo viene vissuto da loro come un vero e proprio lavoro che richiede impegno e concentrazione.

Spesso nel linguaggio comune la parola “gioco” indica un’attività poco seria, un passatempo per chi ha del tempo libero da dover impegnare. Per i bambini questi sono invece momenti di grande sviluppo e apprendimento che richiedono attenzione da parte dell’adulto.

Le attività ludiche

Tutti noi abbiamo trascorso parecchie ore in giochi di qualsiasi genere e per ogni età. Questa mansione, spesso sottovalutata, racchiude un grandissimo significato per la crescita del bambino e rappresenta un esercizio essenziale per la strutturazione della personalità, soprattutto in età evolutiva.
Il gioco infatti favorisce lo sviluppo individuale, stimola la creatività, permette di conoscere se stessi ed entrare in relazione con gli altri.
Il genitore in questi momenti deve stimolare il piccolo nelle sue attività, lasciandogli però lo spazio necessario per le nuove scoperte. Inoltre, la presenza e l’attenzione del genitore durante i momenti di gioco, infonde serenità e protezione nel bambino. Il ruolo dell’educatore invece consiste nel creare l’ambiente più adatto per favorire il benessere generale e una maggior partecipazione.

Lo sviluppo sociale

Attraverso le attività ludiche si possono osservare delle dinamiche che evidenziano alcune caratteristiche delle persone: la cooperazione, il desiderio di vincere, la protezione verso i compagni, il dominio, la subordinazione, la timidezza, l’indecisione, etc. sono alcuni aspetti che si possono riscontrare, sia nell’infanzia che in età adulta. Attraverso la loro osservazione è possibile definire una possibile linea comportamentale dell’individuo.
Questi inoltre sono dei comportamenti che, in tenera età, possono influenzare e modellare l’identità del bambino per prepararlo alla vita adulta.

Gioco e società

Dal punto di vista sociale, le attività ludiche attraversano alcune fasi durante la crescita dei primi anni di vita:

  • Giochi solitari: le prime attività svolte dai bambini sono principalmente di tipo individuale e tendono a escludere dai giochi qualsiasi persona. Non è per egoismo che agiscono in questo modo, ma per incapacità di relazionarsi con il resto del mondo. I primi approcci ludici sono condivisi con i genitori, ma con il passare del tempo il bambino deve imparare a entrare in contatto con i suoi coetanei.
  • Giochi in parallelo: verso i 2-3 anni di vita, in corrispondenza dell’inizio della vita scolastica, il bambino comincia a sentire l’esigenza di interagire con gli altri e di scoprire e conoscere il mondo che lo circonda, attraverso il gioco simbolico.
  • Gioco interattivo o sociale: questa fase compare verso i 3-6 anni ed è caratterizzata da un sempre più frequente passaggio dal gioco di tipo individuale a quello sociale. Quest’ultimo permette la sperimentazione di ruoli e l’organizzazione del gioco attraverso delle regole strutturate, le quali vengono applicate attraverso tutto ciò che è stato appreso nella vita quotidiana.

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