Insegnare ai bambini a rispettare le regole: alcuni giochi che ti possono aiutare

Le regole servono per crescere bene ed imparare a vivere nel rispetto degli altri e di sé stessi, nel mondo, insieme agli altri.

Tuttavia, per i genitori e gli educatori, è spesso molto complicato farsi ascoltare e l’autorevolezza è diventata un’impresa ardua in una società in cui il bisogno primario è diventato quello di farsi amare il più possibile dai bambini. Questi ultimi, però, hanno necessariamente bisogno di regole chiare e precise per poter diventare dei bravi adulti, e ogni regola deve essere adeguata all’età del bimbo. Se le tecniche tradizionali di imposizione di regole sembrano non funzionare o provocare reazioni avverse nel bambino, alcuni trucchi più creativi potrebbero fargli cambiare umore e insegnargli a rispettare le regole con il divertimento.

Come insegnare ai bambini a rispettare le regole?

Già da appena nati, i bambini osservano tutto ciò che accade intorno a loro e cercano di comprendere come funziona il mondo. Con la crescita, questo tipo di osservazioni diventa sempre più fitto e sistematico, in un’attenzione verso il mondo fisico e umano fondamentale per apprendere come si fa ad ottenere quello che si vuole, ad eliminare le cose sgradevoli, a entrare in contatto con gli altri, ad acquisire potere nelle relazioni, a gestire i conflitti, e così via. Così i bambini imparano a conoscere ed interiorizzare le regole sociali della cultura in cui sono nati e il loro valore pratico in quanto regole necessarie per il vivere civile.

Innanzitutto, le regole devono essere stabilite prima dalla mamma e dal papà, che devono sempre dare il buon esempio, rispettandole loro stessi, e spiegare sempre la motivazione dietro la regola. Inoltre, in quanto educatori, non bisogna mai sottovalutare l’età del bambino: il tipo e il numero di regole da imporre devono cambiare nel corso della crescita, perché a seconda dell’età e della maturazione psicologica, il bambino sarà in grado o meno di fare quello che gli richiediamo. È anche molto importante stabilire dei limiti chiari, ragionevoli e coerenti e farli rispettare senza cedere alle pressioni spesso estenuanti del bambino: i piccoli, infatti, non capiscono le richieste vaghe e generiche, quindi bisogna essere molto pratici quando si richiede qualcosa.

Le strategie per ristabilire l’ordine

Se gli adulti hanno stabilito regole ben precise e semplici da far rispettare al bambino, ma la risposta di quest’ultimo è poco convinta e positiva, è frequente che si crei una situazione di disordine e incomprensione. I bambini, infatti, sono naturalmente egocentrici, e di fronte ad un divieto tendono a protestare, magari alzando anche la voce. Il genitore, talvolta, si spaventa davanti alle urla dei bambini e tende a mettersi sul loro stesso piano, alzando altrettanto la voce. Tuttavia, così il bambino riconosce l’adulto come “il cattivo” e si innesca un meccanismo in cui il disordine regna sovrano. La strategia affinché l’adulto riprenda in mano la situazione, invece, è rispondere alle urla abbassando la voce: così facendo, il bambino è spiazzato e apprende che esiste uno strumento per comunicare diverso dall’urlo.

Come educatori, infatti, è fondamentare mantenere la calma e dare l’idea che la rabbia può essere gestita in modi diversi da strilli e pianti, così come è importante far percepire al bambino che è compreso, e che ha ragione ad essere arrabbiato, ma purtroppo ci sono regole da seguire e cose che non è possibile fare. Per quanto riguarda la gestione dell’infrazione delle regole, una possibile strategia è quella di lasciare il bambino solo, magari nella sua cameretta, e chiedergli di riflettere su quello che è appena successo, promettendogli di tornare a giocare insieme una volta riflettuto sui suoi errori: quando il bambino resta solo, impara anche a sopportare l’attesa, in una pausa che diventa utile e costruttiva.

Quando il giocattolo semplifica il lavoro

Il gioco dà al bambino fiducia nelle sue possibilità, capacità di prendere coscienza della realtà che lo circonda e lo mette in condizione di modificarla a suo piacimento, aiutandolo a compensare le sue frustrazioni, scaricare ansie e liberarsi delle angosce. L’uso di giocattoli, infatti, consente di dirottare gli impulsi di ribellione verso attività socialmente accettabili, oltre a sviluppare le funzioni cognitive, semplificando il lavoro dell’educatore. Attraverso il gioco, il bambino adatta le situazioni ai suoi scopi, ne analizza le caratteristiche e stabilisce le relazioni tra i vari elementi della realtà: così, il bambino realizza la sua integrazione nell’ambiente, avviando i processi mentali percettivi e motori necessari allo sviluppo del suo pensiero e al superamento dell’egocentrismo infantile come conseguenza dell’accettazione delle regole imposte.

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