Quando lasciare i bambini a casa da soli

Il dubbio su quando iniziare a lasciare i bambini da soli a casa è un dilemma che attanaglia tutti i genitori; quando ci si deve allontanare da casa solo per brevi periodi, infatti, spesso ci si chiede se è il caso di lasciare i bambini da soli.

Prima di tutto è bene specificare il fatto che questo limite è, prima di tutto stabilito dalla legge che dichiara che l’età minima in cui è consentito lasciare i figli a casa da soli è 14 anni. E’ comunque vero che già dai 10 anni un bambino può essere considerato in grado di restare in casa da solo per un brevissimo lasso di tempo; si rivela, quindi opportuno, considerare tutte la variabili per poter prendere questa decisione in assoluta tranquillità.

Mai prima dei 10 anni

Questa è una regola universale; prima di quest’età, infatti, i bambini difficilmente sono in grado di gestirsi in modo tale da rendere sicuro l’allontanamento del genitore anche se per poco tempo. Il cosiddetto pensiero operativo, infatti è pienamente sviluppato solo a partire dai 10 anni, vale a dire la capacitò mentale che lo rende in grado di riconoscere ed evitare la maggior parte delle situazioni potenzialmente pericolose.

E’ in questa fase, infatti, che un ragazzino è capace di capire che aprire una finestra e sporgersi è un’operazione da evitare assolutamente; inoltre in questa fascia di età i bambini sono molto più responsabili ed in grado di capire perfettamente la differenza tra giusto e sbagliato.

L’importanza dell’attenzione dei genitori

E’ comunque fondamentale, prima di decidere se è giunto il momento di fare questo passo, considerare attentamente le attitudini del bambino stesso; ci sono, infatti, ragazzini che dimostrano di essere pronti a rimanere da soli e affrontano questa ipotesi con assoluta serenità e sicurezza, mentre altri sono sopraffatti dall’ansia e dalla paura al solo pensiero di essere lasciati da soli.

E’ esattamente in questo momento che diventa fondamentale il ruolo del genitore che ha il compito di capire se è il momento giusto o meno,osservando attentamente i comportamenti del figlio nei momenti in cui è impegnato a svolgere un’attività in autonomia; allo stesso modo è da specificare che quanto più un genitore si dimostrerà attento e presente nei confronti di un figlio, tanto più questo sarà in grado di gestire questa fase con la consapevolezza che i genitori, essendo molto attenti e amorevoli, torneranno presto. In pratica un bambino che ha ben presente l’affetto da parte dei genitori sarà un bambino che non teme l’abbandono e che sa di poter contare sempre sulla presenza dei genitori anche nel caso che debba rimanere solo per qualche minuto.

Al contrario, un bambino che vive con ansia il distacco dai genitori sarà un bambino che vivrà il momento di rimanere solo a casa con ansia e paura tanto da identificare la casa come un luogo di disagio e fonte di preoccupazione.

Altro aspetto fondamentale è quello di mettere il bambino nelle condizioni di gestire eventuali imprevisti; dal punto di vista pratico, cioè il ragazzino dovrà sapere che aprire la porta ad uno sconosciuto è una cosa da evitare assolutamente e deve, inoltre, essere in grado di poter chiedere aiuto in caso di necessità.

Vigilare sempre

Anche dopo il compimento dei 14 anni, comunque, è opportuno non abbassare la guardia e cercare di vigilare sempre e stabilire se è o meno il caso di lasciare un adolescente solo in casa. Se, infatti, è vero che a questa età i ragazzini sono perfettamente in grado di gestire il loro tempo, e altrettanto vero che l’adolescenza rappresenta un periodo particolare della vita dei ragazzi. E’ in questa fascia d’età, infatti che si inizia ad assaporare la voglia di trasgressione e l’esigenza di essere maggiormente indipendenti.

Lasciare un adolescente da solo in casa per lunghi periodi, infatti, può essere comunque controproducente soprattutto quando si tratta di approcciarsi con lo studio; difficilmente, infatti, un ragazzino di 14 anni lasciato da solo per un intero pomeriggio, dedicherà il giusto tempo allo studio, motivo per cui i genitori dovranno sempre e comunque dimostrarsi presenti e attenti, magari chiedendo, al rientro, al figlio di dare conto delle attività svolte, così da fargli capire che, anche se non fisicamente presenti, l’attenzione dei genitori è sempre e comunque alta.

E’ importante, allo stesso tempo, far sentire al proprio figlio che abbiamo comunque fiducia in lui e che lo riteniamo in grado di gestire autonomamente il proprio tempo, a patto che a fine giornata tutti i doveri vengano svolti correttamente, con questo atteggiamento, infatti, i ragazzi impareranno a dare il giusto valore al tempo e a stabilire le priorità nell’organizzazione di una giornata.

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