Bambini che hanno paura di sbagliare: come supportarli

bambino che ha paura di sbagliare quando fa una cosa

Insicurezze e paure sono comuni nei bambini, anche se spesso questi disagi fatichiamo ad attribuirli ai più piccoli. In molti casi queste sensazioni, creano dei veri e propri blocchi, sia fisici che mentali.

Da cosa deriva la paura di sbagliare?

Spesso sono i genitori a generare attacchi di paura e ansia nei loro bambini. Fargli troppe richieste e pretendere troppo dalle loro abilità, portano il bambino a provare sensazioni di inadeguatezza e molte volte anche di terrore. A volte consciamente e a volte inconsciamente, i genitori trasmettono ai figli la bramosia di raggiungere obbiettivi da loro mai raggiunti o al contrario, spingerli a pretendere da se stessi tutto quello che i genitori sono riusciti a realizzare.

La paura di sbagliare infatti è spesso collegata alle aspettative. L’ansia è il risultato finale di tutto questo. I molti casi quest’ultima produce a livello fisiologico una risposta ormonale che innesca il processo di attivazione, di attenzione e di controllo da sfruttare in una prestazione. Ma in alti casi, crea inibizione, demoralizzazione e blocchi.

Come riconoscere questa paura

Esistono segnali ben chiari che fanno capire quando un bambino è assalito dalle paure. Primo segnale: tendenza maniacale al perfezionismo, all’eccessiva attenzione ai dettagli che produce frustrazione. Tutto questo genera la sensazione di non fare mai abbastanza e pensando che manchi sempre qualcosa, il bambino arriva a provare disagio e tristezza e soprattutto a rimandare il compito assegnatoli.

Secondo segnale: il pessimismo e l’idea di non farcela che altro non sono che protezioni verso l’insuccesso. L’idea del “tanto non ce la farò” porta il bambino a desistere in partenza e non tentare mai di arrivare mai al compimento completo della prestazione.
Terzo segnale: abbandono del percorso scolastico. Questo può avvenire a seguito di diverse cause come bullismo, cattivo rapporto con i compagni o brutti voti. L’abbandono delle scuole è una rinuncia al raggiungimento di un obbiettivo, un desistere. Solo la comprensione della difficoltà sorta e l’incoraggiamento potranno portare il bambino a rompere la paura provata e desiderare di riprovarci ancora.
Quarto segnale: l’autosabotaggio, che potrebbe consistere nel dare fastidio ai compagni di classe, perdere oggetti utili alla scuola, creare dinamiche che hanno come fine il sabotare una prestazione.

L’auto sabotaggio infatti assomiglia a tante piccole (o grandi) scuse celate e ben mimetiche, il bambino inconsapevolmente mette in atto per distogliersi da un compito.

Come aiutare i bambini a superare la paura di sbagliare

Per prima cosa il genitore deve partire dal presupposto che non sempre i figli hanno i loro stessi obiettivi. I bambini vanno ascoltati, osservati e compresi. Soprattutto vanno spronati a proseguire il loro cammino verso quello che più desiderano.

Farli mettere in gioco è basilare per prepararli alla vita con il sorriso e permettergli di vivere esperienze belle e costruttive.
I genitori hanno il compito di dare, quando possibile, cenni di fiducia. Solo così l’autostima aumenta ed i risultati saranno consistenti ma soprattutto raggiunti con serenità. Se sollecitato e gratificato, il bambino può acquisire maggiore fiducia in se stesso e portare avanti i suoi progetti. Inoltre è bene capire che per i bambini non deve esistere solo la scuola.

Distrazioni come momenti di svago al parco giochi e attività sportive, devono accompagnare il superamento dei suoi doveri (scuola).
Le ricompense sono basilare se si vuole che il bambino non si senti frustrato e ansioso. I premi da conferirgli però non devono consistere solo in uscite all’aria aperta o giochi, bensì è necessario usare parole di soddisfazione e felicità verso quanto fatto da lui, come: “sono orgoglioso di te”, “sei stato proprio bravo!”, “riproviamoci, ce la farai!”.

Il genitore inoltre deve cercare di rompere la sensazione di competizione con fratelli e/o amici. L’incoraggiamento deve essere costante e il raggiungimento di un successo non deve apparire come un gara con gli altri, ma come il coronamento di un desiderio/necessità personale. Per fare tutto questo sono necessarie pazienza e dedizione. I grandi sanno bene quanto è difficile ricoprire i ruoli di mamma e papà, ma anche i più piccoli si imbattono giornalmente in complicazioni e sfide.

I bambini sono più sensibili degli adulti e più facilmente scalfibili data la tenera età. Un bambino è un impasto ancora da modellare e da portare avanti. Il compito di noi grandi è comprenderli, tradurre i loro atteggiamenti e cercare di supportarli, rompendo qualsiasi tensione.

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