I singhiozzi dei neonati: come farli passare

mamma cerca di far passare il singhiozzo al proprio figlio neonato

Parliamo oggi di un problema molto comune nei neonati, vissuto sempre con ansia dai genitori: il singhiozzo. È un fenomeno fisiologico frequente già in vita fetale, che colpisce lattanti, neonati ma anche bambini più grandicelli.

Consiste in una involontaria contrazione del diaframma, stimolato da alcuni nervi o dal sistema nervoso e ha una durata molto variabile, da alcuni minuti a ore. È una condizione che preoccupa molto i neogenitori, cerchiamo in questo articolo di fare un po’ di chiarezza.

Il singhiozzo del neonato è pericoloso?

È un fenomeno comune in bambini di tutte le età, ma quando ad esserne colpiti sono i neonati, il panico di genitori e parenti prende il sopravvento. È pericoloso?

Pur essendo una situazione incontrollabile e fastidiosa, non è affatto pericoloso, scompare naturalmente e non si ripercuote negativamente sulla respirazione. Ma nonostante ciò gli adulti cercano in tutti i modi di liberare il bebè da quel fastidioso sussulto.

Quanto dura un singhiozzo a un neonato?

La durata del singhiozzo del neonato può durare pochi minuti ma anche persistere per ore e dipende molto dalla causa scatenante.

I motivi principali responsabili del singhiozzo del neonato sono:

  • ingerire aria durante la poppata;
  • mangiare troppo;
  • condizione di ansia o eccessiva attività motoria.

Questi fattori scatenanti sono spesso responsabili di episodi di singhiozzo nei bambini e solitamente hanno una breve durata e scompaiono naturalmente. Tuttavia cause più gravi potrebbero far durare più a lungo il singhiozzo, soprattutto nei prematuri o in bebè con problemi di ventilazione e non riescono a respirare in autonomia.

È bene dunque prestare attenzione al singhiozzo e informare il pediatra nel momento in cui vi accorgete che è alquanto insolito o se perdura da troppo tempo.

Il singhiozzo dopo la poppata

Il disturbo può colpire sia il lattante alimentato con latte materno che con latte artificiale.

È una condizione che non deve assolutamente preoccupare in quanto accade molto spesso. Succede sovente infatti che il neonato ingoi con ingordigia e velocemente stimolando la contrazione del diaframma, la cui funzionalità non è completamente sviluppata.

Il diaframma a sua volta è regolato dal cardias, che ha il compito di regolare e impedire al cibo di risalire nell’esofago dopo la poppata. Il disturbo scompare solitamente dopo qualche minuto e tende a scomparire con la maturità funzionale di detti organi.

Ci sono tuttavia dei piccoli accorgimenti che si possono adottare per evitare che ciò accada.

Come far passare il singhiozzo a un neonato?

A differenza degli adulti che sono molto infastiditi dal singhiozzo per i lattanti non è così.

Molti neonati riescono a svolgere le funzioni primarie anche durante le crisi di singhiozzo e solo sporadicamente interferiscono nella respirazione.

In questi casi non è necessario intervenire in quanto è scatenato da un transito momentaneo di aria, che si risolverà in maniera naturale.

Se al contrario l’infante è parecchio disturbato dalla situazione e se perdura da molto tempo, è possibile seguire piccoli consigli:

Stimolare il ruttino

Il ruttino permette di eliminare il gas intestinale accumulato durante la poppata e rallenta la contrazione del diaframma.

Interrompere momentaneamente l’allattamento è cercare di far fare il ruttino è sicuramente uno dei rimedi più efficaci per bloccare il singhiozzo.

Utilizzare il ciuccio

Questo rimedio ovviamente è consigliato utilizzarlo in tutti gli espisodi di singhiozzo ricorrente, ma non durante la poppata, si potrebbe rischiare che il neonato si innervosisca ancora di più scatenando crisi di singhiozzo più acute.

In tutti gli altri casi, proporre al lattante il ciuccio risulta essere un rimedio utile, in quanto permetterà di mettere a riposo il diaframma, favorendo l’eliminazione del singhiozzo.

Prodotti naturali

Se il bambino è parecchio infastidito da episodi continui di singhiozzo, è possibile somministrare prodotti naturali a base di camomilla, malva, anice, finocchio e zenzero, ad azione lenitiva e antispastica, in grado di favorire la regolarizzazione dell’apparato gastrointestinale e la funzione digestiva.

Le cose da non fare

Evitate di attuare consigli e rimedi suggeriti da parenti e conoscenti, che potrebbero peggiorare la situazione. No ai rimedi della nonna, a gocce di limone, a sostanze acide.

Rimedi preventivi

È consigliabile seguire piccoli accorgimenti preventivi che aiutino a prevenire gli episodi di singhiozzo:

  • evitate che il bambino arrivi alla poppata nervoso e agitato, anticipate la poppata di qualche minuto per favorire il rilassamento dei muscoli;
  • evitate stimoli eccessivi dopo la puntata, spesso causa scatenante di reflusso gastroesofageo;
  • cercate per almeno trenta minuti dopo la poppata di mantenere il lattante in posizione eretta e mai supina, per evitare risalite di acidi e aria.

Questi piccoli accorgimenti e consigli saranno utili a prevenire e a tenere a bada episodi ricorrenti di singhiozzo dei neonati. Crisi più durature e costanti richiedono una valutazione medica.

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