Perché la Vitamina K è importante per i neonati

Subito dopo la nascita, in Italia si somministra ai bambini una iniezione intramuscolare di vitamina K, un elemento importantissimo per evitare sanguinamenti nei loro primi mesi di vita. Scoprite di seguito per quale motivo questa vitamina è così importante per i neonati!

A cosa serve la vitamina K per i neonati?

La vitamina K ha come scopo essenziale quello di garantire il corretto funzionamento di alcuni fattori di coagulazione (ovvero, quel processo che permette, in caso di ferite o emorragie interne, di fermare il sanguinamento), noti appunto come “K-dipendenti”; inoltre, ricopre un ruolo importante anche per la salute delle ossa. Solitamente, la si trova nelle verdure a foglia verde come spinaci, broccoli e lattuga, oltre che nei legumi e oli vegetali. Infine, viene prodotta anche autonomamente dal nostro organismo. Ma per quale motivo è così importanti per i bambini? Nel periodo neonatale, soprattutto tra il secondo e il terzo mese di vita, la carenza di vitamina K può comportare un rischio di emorragie gravi, talvolta addirittura fatali, che si riuniscono sotto la definizione di “Vitamin K Deficiency Bleeding (VKDB)”, ovvero, sanguinamento da deficit di vitamina K.

Tale vitamina viene trasmessa in scarse qualità attraverso la placenta, ed è per questo che i bambini nascono con bassi livelli nel loro sangue: la sua produzione avviene poi a livello intestinale solo in presenza della flora batterica intestinale, ma l’intestino del neonato alla nascita è sterile. Per anni è stato consigliata alle madri che allattano esclusivamente al seno, come ulteriore misura preventiva (in quanto il latte materno, a differenza di quello artificiale, non contiene vitamina K), la somministrazione di gocce a partire dal quindicesimo giorno di vita fino ai 3 mesi compiuti: oggi invece, si effettua subito un’iniezione intramuscolare, per assicurare un quantitativo adeguato alla crescita del neonato e per evitare l’insorgere dei problemi.

Quando dare la vitamina K ai neonati?

È il Ministero della Salute stesso a ricordare l’importanza della vitamina K per i piccoli: “La somministrazione di Vitamina K al neonato è regolarmente praticata dal personale sanitario al momento della nascita ed eventualmente anche nelle prime settimane di vita per evitare i sanguinamenti spontanei, sia precoci (dei primi giorni), che tardivi (dei primi 3 mesi)”. Tale somministrazione avviene generalmente entro la prima ora di vita, durante la quale il neonato dovrebbe essere in contatto pelle a pelle con la mamma e l’allattamento dovrebbe essere iniziato.

Perché si dà la vitamina K?

La vitamina K è fondamentale per la produzione di sostanze che contribuiscono alla normale coagulazione del sangue, ed è importante assicurarsi che i piccoli siano coperti fin da subito con una dose adeguata, non riuscendo a produrla in autonomia e non venendo trasmessa attraverso la placenta durante la gravidanza. Non bisogna sottovalutare il deficit di vitamina K per evitare sanguinanti nei primi mesi di vita, che vengono convenzionalmente distinti in tre tipologie:

  • Precoce: si presenta nelle prime 24 ore di vita e quasi esclusivamente in madri che assumono farmaci che inibiscono la produzione di Vitamina K, quali anticonvulsivanti, antitubercolinici e a antibiotici. Può provocare cefalo-ematoma ed emorragie intracraniche e addominali.
  • Classica: si manifesta dalle 24 ore ai 7 giorni di vita del piccolo ed è associata a ritardata o inadeguata alimentazione del neonato. Si tratta di una forma più lieve in grado di determinare ematomi, sanguinamento dai punti di prelievo, a livello ombelicale o gastrointestinale.

Tardiva: si ha tra la seconda settimana e i 6 mesi di vita in bambini allattati esclusivamente al seno. Purtroppo, è generalmente molto grave, con un tasso di mortalità del 20%.

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