Balbuzie infantile: come riconoscerla e come aiutare il bambino

La balbuzie, o Disturbo della Fluenza Verbale, è un disturbo del linguaggio caratterizzato da alterazioni del ritmo della parola, dette disfluenze, a causa delle quali il linguaggio diventa meno fluente e più difficoltoso, presentando arresti, ripetizioni e/o prolungamenti involontari di un suono

Si tratta di un fenomeno piuttosto diffuso nei bambini piccoli (soprattutto nella fascia d’età che va dai 2 ai 4 anni), ma è anche una difficoltà che la maggior parte di loro supera facilmente, se supportati con i giusti strumenti. Ecco dunque tutto quello che dovete sapere a riguardo per aiutare il vostro bambino!

Le balbuzie nei bambini: a quanti anni si possono presentare

Come accennavamo nell’introduzione, ne soffrono soprattutto i bambini in età prescolare (circa il 3%) e in prevalenza maschi (quattro rispetto a una femmina). L’età media si aggira intorno ai 33 mesi e i tassi di recupero naturale entro i 6 anni superano l’80%: questo significa che la balbuzie rappresenta una fase transitoria nella vita dei bambini, che superano da soli; se vi capita di sentire il vostro piccolo balbettare in questo periodo dell’infanzia, potrebbe semplicemente trattarsi di semplici “prove” che fa per modificare e correggere il proprio linguaggio. Le cause della balbuzie sono ancora in parte ignote ma, secondo studi recenti, è da ricercare nel controllo motorio della produzione del linguaggio, che nei bambini di quell’età è ancora in fase di sviluppo.

Nel 10% dei casi, il permanere della balbuzie si delinea in modo evidente intorno ai 6-7 anni, ossia con l’inizio della scuola. Fino a quell’età dunque, è bene tenere la situazione monitorata, ma senza entrare in agitazione o far percepire al bambino che c’è qualcosa di sbagliato: un atteggiamento simile infatti, potrebbe avere ricadute negative sul suo percorso di crescita.

Come riconoscere la balbuzie nei bambini

Tra i sintomi più frequenti della balbuzie ci sono contrazioni anomale di vari gruppi muscolari, soprattutto quelli interessati alla fonazione, che si manifestano quando il bambino desidera o comincia a parlare.

Si può presentare in diverse forme:
Forma tonica: arresto a inizio frase con allungamento della sillaba o del fonema difficile da pronunciare;
– Forma clonica: al posto del prolungamento si ha la ripetizione della sillaba;
– Forma mista: allungamento e ripetizione si sommano, fino a rendere quasi impossibile la comunicazione.

È comunemente associata solo alla ripetizione di alcuni suoni o al loro prolungamento all’inizio delle singole frasi, tuttavia la balbuzie rappresenta una difficoltà estremamente soggettiva, con manifestazioni sia udibili sia silenti (rientrano infatti come sintomi anche esitazioni, pause e arresti prima del discorso).

Come aiutare il bambino

La famiglia in primis, quando si manifesta la balbuzie nel bambino, deve evitare atteggiamenti ansiosi che potrebbero agitarlo inutilmente. Al contrario, informarsi attentamente e dimostrare che lo si supporta nel suo percorso correttivo, rappresenta le basi per accompagnarlo alla risoluzione di questa difficoltà.
Ecco dunque qualche consiglio comportamentale:

  • Quando si parla col bambino, la comunicazione deve essere rilassata e piacevole, lontana da fonti di distrazioni come schermi o simili.
    Il bambino che balbetta va ascoltato attentamente, senza perdere il contatto visivo e prestando attenzione al “cosa dice” piuttosto che al “modo” in cui lo dice, dandogli il tempo necessario per esprimersi senza fretta.
  • Se il bimbo dovesse chiedere cos’è la balbuzie, siate onesti spiegando con semplicità, rimarcando come tale problema non influisca in alcun modo sul suo valore.
  • Leggere insieme al bambino arricchisce il suo vocabolario ed è utile per imparare sinonimi da usare al posto di quella parole che comportano qualche difficoltà.
  • In caso la difficoltà persista in età scolare, confrontarsi con le insegnanti per capire insieme il percorso formativo da affrontare, e i supporti utili. È essenziale, per garantire una piacevole permanenza all’interno dell’ambiente scolastico, evitare paragoni o confronti coi compagni e non metterlo in condizioni verbali difficili di fronte all’intera classe.

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