Genitorialità positiva: come essere un genitore positivo

Molti genitori hanno come obiettivo principale quello di metter su una famiglia felice. Questa non è una cosa semplice, anche considerando le forti influenze che la società ha soprattutto sui più piccoli e sugli adolescenti.

Il segreto, stando anche a quanto confermano esperti nel campo della pedagogia e della psicologia, sta nell’essere dei genitori positivi, capaci di reagire sempre nel modo giusto a qualsiasi situazione. Ecco perciò tutto quello che occorre conoscere su un argomento di stretta attualità e che ormai interessa trasversalmente gran parte delle famiglie.

Genitorialità positiva: che cosa vuol dire?

Al giorno d’oggi si parla sempre più frequentemente di genitorialità positiva. Ma cosa si intende realmente con queste due parole? Bisogna precisare infatti che essere un genitore positivo vuol dire creare una forte e stretta sintonia con il bambino, diventando capace di capire quali siano i suoi bisogni e interpretare al meglio le sue esigenze. Non solo, in quanto nella genitorialità positiva incidono anche altri fattori come la capacità di comunicare in maniera bilanciata con il bambino e accogliere e riconoscere quelle che sono le sue paure, oltre ad essere pronti ad ascoltarlo anche nelle cose più semplici.

Appare dunque evidente che un genitore positivo deve essere capace di mettersi al fianco del bambino nel suo percorso di crescita, senza stargli troppo addosso ma accompagnandolo e supportandolo in quei momenti più delicati. Tali comportamenti che può avere un genitore hanno un’incidenza estremamente positiva sul bambino che potrà così sentirsi unico, ma soprattutto amato e sicuro di avere al proprio fianco qualcuno nei momenti di difficoltà.

Bisogna però sempre precisare che la genitorialità positiva non deve mai finire per essere invadenza eccessiva: la crescita del piccolo può considerarsi costruttiva solo se lo si lascia libero di fare le sue esperienze e anche i suoi errori.

Il ruolo cruciale delle emozioni per la genitorialità positiva

Non si può fare a meno di parlare dell’incidenza delle emozioni in un discorso del genere. D’altronde la genitorialità positiva è un argomento all’ordine del giorno per tanti psicologi a cui si rivolgono genitori in difficoltà e che vivono le paure dei figli come le loro e quindi non riescono a vivere una vita normale a tutti gli effetti. Il che vuol dire che un genitore per essere realmente positivo, deve essere in grado di gestire nel modo migliore le sue emozioni, così da essere capace di cogliere quelle del proprio bambino. Questo si tradurrà in una conseguente gestione delle emozioni anche da parte del piccolo in condizioni di stress o in momenti di rabbia. Il compito di un genitore deve essere quello di far sviluppare al proprio bambino la capacità del problem solving, ovvero trovare la via d’uscita migliore anche nelle condizioni più complesse.

Questo fattore si rivelerà vincente soprattutto nella crescita del bambino che sarà così in grado concretamente di ragionare con la propria testa con estrema lucidità. Senza dimenticare che lo stesso problem solving riesce a garantire una migliore gestione delle emozioni: sia quelle negative che quelle positive, facendo in modo che il bambino arrivi a chiedere l’aiuto genitoriale soprattutto quando non riesce a trovare la soluzione. Mai far passare il messaggio che il genitore è sempre pronto a sostituirsi al bambino nelle situazioni complicate in quanto ciò non lo porta ad un impegno concreto.
Il genitore non deve mai perdere di vista un elemento fondamentale: non è importante risultare una figura perfetta agli occhi del bambino, piuttosto è bene far emergere pregi e difetti e accettarli con la totale serenità.

Alcuni consigli per la genitorialità positiva

Per poter ambire alla genitorialità positiva non sono necessarie caratteristiche particolari o altre cose. L’importante è fare attenzione ad alcuni aspetti che sono cruciali nel rapporto genitori-figli e, di conseguenza, per gli equilibri familiari.
Partendo dal presupposto che il genitore deve creare la giusta empatia col bambino senza senza mai fargli passare l’idea che si tratti di un amico. A tal proposito è necessario quindi stabilire delle regole educative che non devono diventare privative o limitative, bensì devono diventare per il bambino una vera e propria mappa di orientamento.

Senza dimenticare mai che qualsiasi genitore positivo deve cercare di valorizzare l’aspetto emotivo del proprio rapporto con i bambini. L’affetto è necessario per un bambino in maniera tale che sappia che anche quando sbaglia non viene mai mortificato né tanto meno sgridato in maniera eccessiva. Ciò farà in modo che un genitore possa essere capace di avere sempre un comportamento positivo che sia formativo per i più piccoli.

A proposito di atteggiamenti educativi, le punizioni vanno accuratamente pensate. Esse, in casi estremi, sono necessarie: mai dare sfogo a punizioni fisiche né tanto meno a privazioni che potrebbero far nascere nel bambino sensazioni di ribellione. Meglio parlare e spiegare il motivo per cui qualcosa non viene fatta e fargli capire come sia bene comportarsi.

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