Giocare con la matematica

Abilità, personalità, capacità, immaginazione e intelligenza sono tutti aspetti della vita che si scoprono con il tempo e con gli anni ma la verità è che le loro radici affondano tutte nella nostra infanzia, nei primissimi anni di vita.

Anche essere bravi in matematica è una qualità che si può manifestare ben prima dell’inizio della scuola elementare, ma come fare ad approcciarsi a questa materia in modo divertente e originale? Scopri di più, continua a leggere!

I primi 3 anni di vita sono fondamentali nell’intero sviluppo evolutivo

Nei primi tre anni di vita i bambini percorrono uno sviluppo psicomotorio non indifferente. Con questo si indica che il piccolo matura, gradualmente, il sistema motorio, cognitivo, affettivo-relazionale e del linguaggio, per poi diventare, nel tempo, sempre più autonomo e indipendente.
In questo periodo il bambino vive delle evoluzioni sbalorditive: quello dagli 0 ai 3 anni è infatti un momento molto delicato in cui è essenziale stimolare il proprio piccolo affinché raggiunga le tappe evolutive fondamentali per definire l’identità psico-motoria.

Il gioco è l’elemento tramite il quale il bambino esplora e conosce il mondo

Mentre i grandi trascorrono la maggiorparte della giornata al lavoro, i bambini si concentrano sul gioco dalla mattina alla sera. Questa infatti è l’attività principale che garantisce anche un sano sviluppo del piccolo e che gli permette di crescere e conoscere il mondo. Sin dai primi giorni di vita i bambini iniziano ad approcciarsi alla realtà con la formula del gioco: portare il piedino alla bocca, ad esempio, è una prima forma di divertimento che permette loro di imparare a prendere consapevolezza del loro corpo.
I bambini fino ai 3 anni prediligono un gioco solitario perché non sono ancora in grado di giocare insieme. Spesso stanno vicini durante le loro attività ma non stanno interagendo tra di loro, al massimo si scambiano gli oggetti, e questo prende il nome di gioco parallelo.

Attraverso il gioco il bambino inizia a comprendere come funzionano le cose che lo circondano, cosa si può e cosa non si può fare, inizia ad interfacciarsi con delle regole da seguire, conosce diverse modalità mediante cui entrare in relazione con il mondo esterno, sviluppa le potenzialità intellettive, affettive e relazionali, etc.
Sull’argomento esistono diverse correnti di pensiero con differenti filosofie e visioni, ma la cosa certa in comune tra tutte è che il gioco è fortemente significativo per ogni bambino perché svolge una funzione strutturale dell’intera personalità.
Inoltre il gioco stimola cognitivamente il bambino e favorisce l’accesso al suo mondo interiore. Per questo è essenziale lasciare libero spazio e sfogo a questa importante attività che permette di esprimere le proprie emozioni e frustrazioni e di consolidare la propria personalità.

I concetti matematici/geometrici possono essere avvicinati in maniera non didattica

La matematica è una di quelle materie non proprio ben viste e amate dalla maggiorparte dei ragazzi. Questi infatti spesso faticano a studiarla o non si applicano nella maniera corretta. Imparare a familiarizzare con numeri e segni divertendosi non è impossibile.
Inserire alcune attività ludiche nel classico percorso di studi può avere un grande effetto positivo, soprattutto se si tratta di matematica. Tramite il gioco infatti si può stimolare di molto l’interesse e la partecipazione alla materia per poter quindi acquisire le competenze base per poi riuscire ad affrontare con facilità anche quelle più complesse.
Il gioco più utilizzato per avvicinarsi al mondo dei numeri e dei conti è il pallottoliere che, grazie alle perle colorate, stimola la logica e la matematica e allena la concentrazione. Un modo quindi simpatico e divertente per imparare delle regole.

I mille giochi sulla matematica

Sono sempre esistiti dei giochi pensati per divertire ma anche per avvicinare i bambini al mondo della matematica. I numeri fanno parte della quotidianità di ognuno, sia per fare la spesa, sia per ricaricare il proprio smartphone. Il classico gioco con cui tutti noi abbiamo fatto finta di essere al supermercato o una grande boutique è la cassa, con cui sommavamo i prezzi dei prodotti, contavamo i soldi e davamo il resto al nostro cliente. Esistono poi le pizze o le torte magiche con cui, attaccando e staccando le fette si impara a capire le frazioni e le percentuali. Chi non ha avuto la lavagnetta magnetica? I mille numeri con la calamita da attaccare e spostare dalla lavagna hanno permesso a molti di imparare a contare e a fare le prime addizioni in maniera corretta e divertente.
Per non parlare del famoso gioco dell’oca o il semplice gioco dei dadi, in cui, scuotendo tra le mani un paio di dadi, bisognava essere in grado di contare le due cifre uscite e sommarle per avere il punteggio finale. Anche la campana è un classico di grandi e piccini che tra un saltello e l’altro faceva imparare, quasi come una canzoncina, la successione dei numeri per arrivare fino alla fine della campana disegnata.
Alle elementari le insegnanti spesso facevano acquistare una speciale valigetta che aiutava tutti a contare, a fare le somme e a differenziare le proporzioni grazie a dei coloratissimi regoli, dei bastoncini di lunghezze diverse in base alla cifra incisa su di essi.

I modi per imparare divertendosi e senza sentire il peso dello studio sono molti, basta avere un po’ di fantasia e parecchia voglia di giocare. Con questi semplici trucchetti la matematica diventa un vero e proprio divertente passatempo.

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