Mal di orecchio o otite? Come riconoscere e curare il proprio bambino

Tuo figlio lamenta fastidi continui alle orecchie e piange spesso accusando dolori? È molto probabile allora che stia soffrendo di mal d’orecchio, o nei casi peggiori, di otite. Si tratta di due disturbi molto diffusi nell’infanzia, specialmente in inverno, che però se riconosciuti in tempo e curati nel modo migliore possono passare velocemente. Ecco cosa sapere a riguardo!

Quanto dura il mal di orecchio?

Il mal d’orecchio, noto anche come otalgia, è un sintomo frequente tra i bambini e le cause possono essere svariate, dall’aver preso un colpo di freddo all’essere rimasto a lungo in acqua. Il dolore inoltre può interessare parti diverse dell’orecchio, soffermandosi su questa zona o irradiandosi verso la regione circostante, fino a coinvolgere tutto il lato della testa dell’orecchio interessato. Generalmente, il mal d’orecchio si manifesta bruscamente e improvvisamente, con dei picchi di dolore acuto alternati a momenti di semplice fastidio; spesso inoltre, è accompagnato dai sintomi influenzali.

Anche qui tuttavia, i sintomi variano in base all’età: un neonato ad esempio, può manifestare improvvisi crisi di pianto inconsolabile e riduzione dell’appetito, mentre i bambini più grandi possono lamentare una diminuzione della capacità uditiva o distorsione sonora. I sintomi durano mediamente qualche giorno, arrivando fino alla settimana o anche di più, ma se riconosciuti in tempo e curati con le giuste metodologie, si può apportare sollievo al piccolo il prima possibile e nel modo più efficace.

Come capire se il bambino ha l’otite?

L’otite è un’infiammazione virale o batterica dell’orecchio che si verifica spesso in presenza di raffreddore e/o mal di gola. È particolarmente diffusa tra i bambini in quanto la loro tromba di Eustachio (il canale che collega il naso all’orecchio), risulta più stretta, più corta e in posizione orizzontale; in questo modo, la risalita di virus e batteri verso l’orecchio è facilitata, fino a riempire la cavità del timpano, aumentando la pressione su di esso e provocando un dolore che per il bambino può risultare molto difficile da gestire.

Se l’otite è particolarmente forte o non viene curata adeguatamente, si può addirittura verificare la rottura della membrana timpanica con conseguente ipoacusia. Nel neonato, l’otite è individuabile quando presenta improvvise e apparentemente inspiegabili crisi di pianto, solitamente poco consolabili, durante le quali si porta continuamente la mano all’orecchio.

La frequenza in piscina, l’assenza di raffreddore nei giorni precedenti, il dolore acuto anche solo nello sfiorare l’orecchio possono indicare un’otite esterna, mentre un raffreddore, il calo dell’udito e la febbre possono indicare un’otite media. Nel caso si sospetti un’otite, è opportuno rivolgersi immediatamente al proprio pediatra, che effettuerà un esame per mezzo dell’otoscopio, valutando di conseguenza la cura migliore.

Come curare un mal d’orecchio a un bimbo?

La cura per il mal d’orecchio varia in base all’età del bambino, alla causa dell’infiammazione, alla sua gravità e conseguenze. In alcuni casi, questa si risolve spontaneamente: per questo motivo, nei casi meno gravi è preferibile somministrare degli antinfiammatori, del paracetamolo o delle gocce auricolari specifiche che possono alleviare il dolore e tenere l’eventuale comparsa di febbre sotto controllo. Se il piccolo poi ha meno di un anno, di solito si consiglia l’utilizzo di un antidolorifico.

In ogni caso, si consiglia di attendere un paio di giorni per vedere come evolve la situazione, per capire insieme al pediatra se sia necessario l’antinfiammatorio o meno. È indicato poi, in caso di mal d’orecchio, far dormire il bambino su un cuscino alto in modo da esercitare una minore pressione sul timpano, evitare assolutamente l’esposizione passiva al fumo di sigaretta e limitare infine l’utilizzo di ciucci, biberon e di bottigliette che potrebbero rendere il dolore più acuto.

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