Come far addormentare un neonato con i rumori bianchi

Quando si tratta di far dormire il vostro neonato, vi sembrerà di averle provate tutte ormai: lo cullate ripetutamente, gli fate ascoltare canzoni, lo portate in giro con il passeggino, usate il ciuccio, ma niente sembra funzionare per davvero!

È arrivato il momento dunque di esplorare una nuova possibilità, quella offerta dai cosiddetti rumori bianchi. Ma cosa sono? E perché sembrano essere così efficaci? Ecco tutto quello che dovete sapere a riguardo per conciliare il sonno dei vostri piccoli (e per non impazzire nel tentativo di addormentarli)!

Cosa sono i rumori bianchi

A livello fisico, i rumori bianchi sono la somma di tutte le frequenze udibili dall’orecchio umano e prendono il loro nome dall’analogia con la luce bianca. Essi hanno la caratteristica di occupare tutte le frequenze udibili in maniera costante, senza picchi o sbalzi improvvisi: questi favoriscono il rilassamento della nostra mente che, al contrario, è scossa dai sussulti non appena sente dei rumori improvvisi o irregolari.

I classici esempi di apparecchi che emettono rumori bianchi sono l’aspirapolvere, il phon o il frigo, mentre in natura sono associabili ad esempio dal suono della pioggia battente, o ancora, sono tipici delle cascate e delle onde che si infrangono sulla riva: in cosa consiste la loro peculiarità? Nel fatto che le loro frequenze aiutano a “coprirne” altre più fastidiose (come il traffico, le urla e le telefonate), producendo di conseguenza un effetto calmante, soprattutto per i neonati.

Possono essere considerati dunque dei metodi naturali non invasivi per combattere gli eventuali problemi di insonnia dei piccoli e per farli dormire al meglio e più a lungo, non solo di notte, ma anche di giorno e durante i vari riposini.

L’efficacia provata dei rumori bianchi

I rumori bianchi sono appunto efficaci per la loro capacità di mascherare quei rumori particolarmente intensi e fastidiosi. Per quanto sia ancora sconosciuta la causa di questo fenomeno, si sa che riescono a influire sulle onde cerebrali facilitando il sonno. In ogni caso, è consigliabile non utilizzare i rumori bianchi per troppo tempo e sempre a basso volume, per evitare che, da alleati utili, si trasformino in una fonte di fastidio che va ad interferire poi con la qualità del sonno.

Non a caso, i suoni sopra i 20 decibel possono causare dei disturbi mentre si dorme, provocando dei microrisvegli che interferiscono con l’attività respiratoria e cardiaca: è bene dunque spegnere i dispositivi di riferimento non appena il neonato si è addormentato.

Perché conciliano il sonno dei neonati

Ma perché proprio i neonati sembrano apprezzare così tanto i rumori bianchi? Una risposta univoca e scientifica non si è ancora trovata, nonostante siano molti gli esperti ad aver analizzato questo curioso fenomeno. Le soluzioni più plausibili sembrano essere due: i rumori bianchi ricorderebbero i suoni dell’utero materno, ricreando dunque una situazione protetta e confortevole per i piccoli o, in alternativa, si sincronizzerebbero con le frequenze delle onde cerebrali tipiche del sonno profondo, rendendo più facile l’addormentarsi.

Indipendentemente dalla motivazione, è stato dimostrato che i bambini che ascoltano i rumori bianchi si addormentano cinque volte più velocemente: lo studio più famoso a riguardo è stato condotto da J. A. Spencer, D. J. Moran, A. Lee e D. Talbert nel 1990; analizzando quaranta neonati che soffrivano di difficoltà ad addormentarsi, hanno notato che ben l’80% di loro si addormentava nel giro di 5 minuti se “sottoposti” ai rumori bianchi, mentre solo il 25% dei bambini privi di tale strumento riusciva ad addormentarsi altrettanto velocemente.

Questo non comporta che dobbiate lasciare gli apparecchi elettronici accesi per tanto tempo: esistono infatti numerosi CD, playlist e addirittura app dedicate ai rumori bianchi. Conciliare il sonno non è mai stato così facile e veloce!

Potrebbe interessarti