Seggiolini e dispositivi anti abbandono: facciamo il punto!

La questione dei dispositivi anti abbandono per seggiolini è più attuale che mai, l’obbligo di adottare queste soluzioni è infatti scattato a partire dal 7 novembre 2019.

Tuttavia vi è ancora molta confusione circa la normativa, le sanzioni, il periodo di moratoria e sulla reperibilità di questi sistemi anti abbandono.
Vediamo quindi di comprendere con esattezza la natura del problema che sta creando non pochi disagi ai genitori, nonni etc.

L’origine del problema

Negli anni, sono stati sempre più i casi di bambini abbandonati all’interno delle auto da parte dei genitori che, per la fretta o la distrazione, li hanno dimenticati, convinti di averli già portati a scuola o di averli lasciati da nonni, zii etc. Purtroppo, soprattutto in estate, le temperature all’interno dell’abitacolo salgono vertiginosamente e una permanenza prolungata può avere conseguenze tragiche.
Ecco perché si è reso necessario individuare delle soluzioni mirate che possano prevenire il verificarsi di episodi simili. Varie aziende e noti marchi di seggiolini e autoveicoli, hanno iniziato quindi a brevettare e a produrre dei dispositivi elettronici capaci di comprendere la presenza o meno del bimbo sul seggiolino, quando il guidatore si allontana dal veicolo, ed emettere tutta una serie di segnali d’allarme.
Il Governo italiano, già a partire dall’anno scorso, si è quindi attivato per una parziale revisione del Codice della Strada, in modo da rendere obbligatorio l’utilizzo dei dispositivi suddetti nelle auto.

I passaggi che hanno portato all’introduzione della Legge

Sebbene l’effettiva entrata in vigore della legge abbia suscitato non poco scalpore, trovando impreparati genitori, istituzioni e le aziende produttrici dei dispositivi stessi, il percorso che ha portato all’introduzione della normativa ha avuto inizio già a partire dallo scorso anno.
Nel dettaglio, la legge che ha sancito l’obbligo dell’adozione dei dispositivi anti abbandono nelle auto, è stata approvata dal Parlamento il 26 settembre 2018, il decreto ministeriale che ne indicava le caratteristiche è stato reso pubblico il 22 gennaio 2019, mentre l’obbligo effettivo è scattato il 1 Luglio 2019, sebbene sia stato però momentaneamente sospeso in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. La pubblicazione è avvenuta il 23 Ottobre 2019 e decorsi i canonici 15 giorni, l’obbligo è effettivamente scattato alla mezzanotte del 6 novembre 2019.
Tuttavia, lo scatto dell’obbligo vero e proprio era atteso per il 6 marzo 2020, 120 giorni dopo la pubblicazione del decreto, termine previsto per concedere il tempo agli automobilisti di adeguarsi alla normativa, ma così non è stato, lasciando tutti piuttosto impreparati, aziende produttrici dei dispositivi incluse.

Cosa prevede la normativa

La Legge 1° ottobre 2018 n. 117 prevede delle modifiche sostanziali all’articolo 172 del Codice Stradale, attraverso l’introduzione dell’obbligo dell’installazione nei veicoli e nei seggiolini di dispositivi ad hoc, finalizzati a prevenire l’abbandono dei bambini in auto. Nel dettaglio, l’obbligo riguarda la presenza a bordo di bambini di età inferiore ai 4 anni per i quali è quindi necessario adeguarsi alla normativa.

Le sanzioni previste

Il problema vero è proprio relativo ad una così repentina entrata in vigore dell’obbligo gira tutto intorno alla questione delle sanzioni. Dal 7 novembre 2019, insieme all’entrata in vigore della legge n.117 sono entrate in vigore anche le varie sanzioni previste. Vista però la generale disinformazione e la difficoltà a reperire i dispositivi, molti cittadini si son trovati impreparati e in una condizione di inottemperanza della legge. Molti conducenti sono stati quindi sanzionati, così come previsto dalla legge stessa, dando via ad una lunga escalation di ricorsi.

Fortunatamente, coloro sono stati multati fino ad ora, non dovranno preoccuparsi poiché, come precisato dal MIT, la norma prevederà anche l’inefficacia di tutti i verbali emessi tra la data di entrata in vigore del decreto ministeriale e la data di entrata in vigore della legge di conversione.

Nel dettaglio, chiunque trasporti minori di età inferiore ai 4 anni sprovvisti di apposito dispositivo rischia tre diverse tipologie di sanzioni:

  1. Sanzione pecuniaria con importo compreso tra gli 83€ e i 333€
  2. Sottrazione di 5 punti dalla patente
  3. In caso di recidiva, sospensione della patente per un periodo compreso tra i 15 gg e i 2 mesi.

Il rinvio dell’applicazione delle sanzioni

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli ha introdotto la possibilità di posticipare l’avvio delle sanzioni per gli inottemperanti al primo marzo 2020, attraverso un emendamento attualmente sotto l’esame del Parlamento.

All’inizio di Dicembre, la Commissione Finanze delle Camere, ha approvato un emendamento al dl Fisco, ufficializzando il rinvio delle sanzioni al 6 marzo 2020. È stata quindi introdotta una moratoria di quattro mesi, tempo necessario affinché genitori, aziende produttrici e istituzioni stesse si adeguino alla normativa.

L’iter legislativo è ancora in corso, la legge deve ancora essere discussa e approvata dalla Camera e poi dal Senato.

Maggiori incertezze sono ancora presenti sulla questione relativa al bonus di 30 euro, destinato all’acquisto dei dispositivi previsti dalla legge. L’erogazione del bonus non è ancora partita, creando quindi non poca confusione; è necessario comunque conservare la ricevuta d’acquisto del dispositivo e presentare un documento di riconoscimento del bimbo.

Per quanto riguarda la copertura del bonus, è stato previsto uno stanziamento di 15,1 milioni di euro per il 2019 e di 5 milioni per il 2020, con l’obiettivo di aumentare il bacino di beneficiari effettivi della decurtazione, a fronte dell’acquisto dei dispositivi, aventi mediamente un costo compreso tra 50€ e 100€.

Le tipologie di dispositivo anti abbandono

All’interno dell’articolo 172 del Nuovo Codice della Strada, vengono definite le caratteristiche tecnico-funzionali dei dispositivi anti abbandono affinché possano essere considerati a norma di legge.
Si tratta sostanzialmente di dispositivi tecnologici che attraverso diversi sensori, connettività con lo smartphone e intelligenza artificiale, riescono a comprendere quando sul seggiolino vi è seduto il bambino e ad emettere tutta una serie di segnali d’allarme, qualora il guidatore dovesse allontanarsi dal veicolo dimenticandolo all’interno dell’abitacolo.
Nel dettaglio, l’articolo 3 specifica che vi sono tre principali tipologie di dispositivi anti abbandono:

  1. Integrato di base nel sistema di ritenuta per bambini
  2. Dotazione di base dell’auto anche tramite l’installazione di un accessorio sul veicolo
  3. Indipendente sia dal sistema di ritenuta del seggiolino che dall’auto stessa.

Chiarite le diverse configurazioni dei dispositivi, essi devono soddisfare le seguenti caratteristiche:

  • comunicare immediatamente l’eventuale abbandono del bambino mediante appositi segnali visivi, acustici o aptici che siano percepibili sia dentro che fuori dall’auto
  • attivazione automatica ad ogni utilizzo, senza ulteriori azioni da parte del guidatore
  • confermare l’avvenuta attivazione al conducente dell’auto
  • se alimentato a batteria, il dispositivo deve disporre di un indicatore di carica e segnalare i bassi livelli di carica
  • deve essere dotato di sistemi di comunicazione automatici per l’invio di messaggi e chiamate
  • devono essere dotati di sistemi elettronici intelligenti e di sensori
  • non devono alterare in alcun modo le caratteristiche di omologazione a prescindere dalla modalità di installazione.

Seggiolini con dispositivi anti abbandono integrato

Una delle principali soluzioni che è possibile adottare per adeguarsi alla recente normativa, è quella offerta dai seggiolini che son già equipaggiati di sistemi e sensori di sicurezza in grado di rilevare la presenza o meno del bambino. L’intero sistema elettronico si interfaccia in maniera diretta ed immediata con lo smartphone del conducente, attraverso applicazioni dedicate dalle quali è possibile avere sotto controllo tutta una serie di informazioni, quali la presenza del bimbo, la temperatura dell’abitacolo, il tempo di permanenza sulla seduta etc.
Ovviamente si tratta della soluzione più costosa, ma allo stesso tempo più sicura, poiché non vi è il rischio della perdita dell’omologazione.

Dispositivi indipendenti installati sui seggiolini

Questa tipologia di dispositivi è rappresentata da degli accessori da installare sui sistemi di chiusura del seggiolino, sui sistemi di fissaggio al veicolo o sulla seduta del seggiolino stesso. Si tratta delle soluzioni più versatili da adottare, poiché si possono adattare a qualsiasi tipologia di seggiolino e veicolo in quanto indipendenti da questi ultimi.
Resta però il problema relativo all’omologazione su cui ancora vi è poca chiarezza da parte delle aziende produttrici stesse.

Il problema dell’omologazione

Una delle principali condizioni che i dispositivi anti abbandono devono soddisfare è quella di non andare ad incidere sull’omologazione del seggiolino stesso, per ovvi motivi legati alla sicurezza del bimbo in caso di incidente.
Ecco perché le aziende produttrici dei dispositivi devono accertarsi che essi soddisfino le prescrizioni tecnico-funzionali del Codice della Strada. Devono quindi fornire adeguata documentazione tecnica che vada a dimostrare, tramite dati e dettagli vari la conformità del loro dispositivo.
Tuttavia, anche su quest’aspetto sono sorte non poche problematiche. Non è difatti possibile acquistare un sensore anti abbandono che abbia un marchio differente rispetto a quello del seggiolino su cui andrà installato, in caso contrario, il seggiolino stesso perde il riconoscimento della sua omologazione e non è più a norma di legge.
Le aziende produttrici infatti stanno rapidamente rilasciando numerose dichiarazioni in cui affermano di non essere responsabili del comportamento dei propri dispositivi in caso di utilizzo su seggiolini di diverso marchio.
Tutto questo va quindi a rendere ancora più problematica la situazione, se da una parte è già difficile soddisfare la domanda di questi dispositivi, dall’altra è necessario acquistare un modello dello stesso marchio del proprio seggiolino per tutelare prima di tutto al sicurezza del bambino, ma anche per evitare di diventare inottemperanti con le nuove disposizioni e incorrere nelle sanzioni precedentemente descritte.

Conclusioni

Il quadro che emerge sulla questione della legge sui dispositivi anti abbandono è estremamente complesso. La generale incertezza che caratterizza l’introduzione di questo obbligo lascia parecchi dubbi e perplessità. La recente introduzione del periodo di moratoria, offre comunque la possibilità di adeguarsi alla nuova normativa, procurandosi quanto prima il dispositivo adeguato, sulla base delle caratteristiche elencate. È necessario precisare, a prescindere dalle problematiche del caso, che si tratta pur sempre di una soluzione fondamentale per la sicurezza e la salute dei bambini oltre che per la tranquillità dei genitori stessi.