Videogiochi: si o no?

Ognuno di noi, almeno una volta nella vita, ha passato il suo tempo libero a giocare con i videogiochi, senza accorgersi del trascorrere del tempo.

Già dall’età prescolare, i bambini si catapultano nel mondo dei videogiochi che trovano divertimento in schermi con colori sgargianti che danno vita a immagini strepitose in grado di incantarli. Questi giochi spesso diventano però delle vere e proprie ossessioni dalle quali è difficile distogliere l’attenzione.

Giochi educativi

I videogiochi sono degli strumenti ludici e a volte pedagogici, in grado di sviluppare le capacità cognitive. Alcune ricerche hanno evidenziato alcuni aspetti positivi dell’utilizzo dei videogiochi: grazie a essi infatti è possibile aumentare la velocità dei riflessi e la capacità di reazione, stimolare la comprensione dei compiti da svolgere e sostenere il pensiero induttivo e rappresentazionale. Infine, i videogiochi, aiutano ad affrontare e superare ostacoli e paure, prendere delle decisioni e affrontare le difficoltà.
In questo modo il bambino può fare esperienza di queste situazioni che sicuramente si presenteranno, in modo differente, anche durante il percorso della sua vita reale.

Per aiutare tutti quei ragazzi che convivono con qualche disturbo, come ad esempio la dislessia, sono stati pensati e realizzati appositi videogiochi che fungono da riabilitatori e favoriscono l’apprendimento. Per questo nel momento dell’acquisto è bene valutare con attenzione il gioco e optare per quelli con scopi educativi e non solo ludici.

Dipendenza

L’utilizzo dei videogiochi però, sappiamo tutti che non è ben calibrato da tutti i ragazzi perché spesso trascorrono ore e ore seduti davanti allo schermo, quasi incantati dalle luci e dai movimenti digitali. Uno dei maggiori e frequenti problemi derivante da un inconsapevole utilizzo dei videogiochi è il loro abuso, che spesso provoca delle vere e proprie patologie e forme di dipendenza, rendendo insensibili alla realtà circostante.
“Gaming disorder” è il termine con cui l’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, ha inserito la dipendenza da videogiochi tra le patologie riconosciute come psichiatriche. Il sintomo più evidente di questa dipendenza è la centralità che il videogioco assume nella vita del ragazzo e più ci gioca e più ci vorrebbe giocare: un vero e proprio circolo vizioso.

Il ruolo del genitore

Il genitore deve sempre essere presente e attivo nella vita del proprio figlio, soprattutto per allontanarlo da cattive abitudini e indirizzarlo verso la strada più corretta. Il mondo dei videogiochi offre tante opportunità di sfogo e divertimento, ma alcuni di questi si declinano in giochi troppo violenti o non appropriati all’età di chi ne fruisce. I genitori hanno quindi il compito di controllare e supervisionare tutte le attività che il proprio bambino svolge davanti alla tv o al pc.
Ovviamente, anche il momento dell’acquisto deve essere monitorato da un adulto per potersi accertare sull’adeguata scelta del gioco in base all’età del giocatore.

Responsabilizzare

Molto spesso si pensa che i videogiochi siano un modo innocuo di giocare e con cui intrattenersi, senza particolari pensieri, nei momenti di svago. Molto importante è invece educare i bambini e i ragazzi a un uso responsabile e consapevole dello strumento. Il pc è diventato ormai indispensabile per tutti, sia a casa che al lavoro, per cui è essenziale imparare a utilizzarlo con intelligenza.
I genitori inoltre dovrebbero stimolare i propri figli a intraprendere nuove attività ludico-ricreative, preferibilmente tornando a un contatto diretto con i giochi e materiali, a praticare uno sport o a coltivare anche altri tipi di passioni.

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